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Zimbabwe. La Catena dell'Amore...   versione testuale
22 luglio 2010

 
Da un angolo remoto dello Zimbabwe una religiosa ha inviato ad Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACS) un messaggio di sincero ringraziamento per aver inviato centinaia di rosari destinati a persone povere che sentono la preghiera come la loro unica speranza. Scrivendo da Matabeleland, nel nordovest del tormentato Paese, suor Clara ha descritto come i rosari donati da ACS abbiano «ricordato alle persone che non sono sole». 
 
Suor Clara, originaria dall’Inghilterra e appartenente alle Francescane Missionarie della Divina Maternità, ha ricevuto i rosari da una consorella di ritorno da un viaggio fuori dal Paese. Suor Clara ha spiegato che i rosari sono stati distribuiti in tutta la sua “Missione Fatima” come parte di un programma pastorale che invita i parrocchiani a consacrare le loro case al Sacro Cuore di Gesù. In un messaggio per ACS, suor Clara ha scritto: «Siamo davvero felici dei rosari. Da quando abbiamo cominciato a distribuirli, siamo state sorprese dalla risposta della gente», ed ha aggiunto: «Le persone erano davvero piene di grande gioia per quanto stava accadendo e cantavano e danzavano commosse ringraziando Dio poiché in questo modo le stava visitando».
 
I piani per distribuire i rosari nello Zimbabwe sono stati coordinati dalla sorella di suor Clara, suor Crucis, una francescana dello stesso ordine che è tornata da poco, dopo molti anni di lavoro pastorale in Africa. Suor Crucis ha detto ad ACS: «Stando a contatto con gli africani si avverte che hanno un grande senso di Dio ed un grande desiderio di conoscerLo attraverso le Scritture. Quello a cui loro veramente rispondono sono le opportunità di pregare insieme come comunità e l’iniziativa del rosario è un modo meraviglioso per fare questo».
Alcuni rapporti suggeriscono che la gente in Matabeleland ed in tutto lo Zimbabwe occidentale si trova in una condizione di povertà a causa della politica governativa di investimento e sviluppo che favorisce altre regioni più in sintonia con il regime.
 
ACS ha molto a cuore lo Zimbabwe. Lo scorso anno l’Opera ha destinato 300.000 euro in progetti di aiuto per il Paese, tra i quali 25.000 euro per prevenire la chiusura dell’Ospedale Mater Dei, 170 posti letto, a Bulawayo, seconda città del Paese.
 
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