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India. Rispondere alla chiamata nonostante i rischi   versione testuale
23 luglio 2010
Mons. Chirayath, vescovo di Sagar
Mons. Chirayath, vescovo di Sagar
 
Nel nord dell’India, nonostante siano aumentate le persecuzioni contro i cristiani, le vocazioni sono in crescita.
Il vescovo della diocesi di Sagar, monsignor Anthony Chirayath, in Madhya Pradesh, India del nord, ha detto che il numero dei candidati al sacerdozio è cresciuto nell’ultimo decennio ed attualmente essi sono 41: «Quando nel ’68 la diocesi iniziò come esarcato, c’erano solo 600 cattolici e 3 sacerdoti; adesso siamo 35».
Secondo Ajay Maken, Ministro per gli Affari Internazionali dell’India, nel 2009 in Madhya Pradesh si è verificato il secondo numero più alto di incidenti legati alla religione, con 654 attacchi.
Monsignor Chirayath, mentre precisa che non ci sono stati morti a causa dell’odio religioso, sottolinea anche che i giovani hanno dovuto avere coraggio per proseguire nel servizio alla Chiesa: «Essi sanno, dopo l’Orissa, che ci sono persecuzioni e questi incidenti - l’uccisione di sacerdoti e suore - sono noti ad ogni ragazzo o ragazza. Ma ciononostante proseguono il loro cammino per diventare sacerdoti o suore».
Il vescovo della Chiesa cattolica siro-malabarese - una Chiesa orientale in piena comunione con il Papa – rende omaggio ai candidati al sacerdozio ed alla vita religiosa nonostante le circostanze familiari e la crescente violenza che la Chiesa deve affrontare: «Ci vuole coraggio per annunciare Gesù al mondo non cristiano. E’ una sfida. Molte suore sono state attaccate, violentate, uccise, ma ci sono sempre giovani donne che desiderano diventare suore in posti dove ci sono persecuzioni», ed ha aggiunto: «C’è sempre abbondanza di vocazioni, Dio ci ha benedetto”.
Molte vocazioni giungono dal Kerala dove la comunità siro-malabarese è particolarmente forte.
Sottolineando come i cristiani hanno attinto forza dalle antiche radici della Chiesa siro-malabarese, monsignor Chirayath ha detto: «Siamo figli di San Tommaso, una tradizione di fede che risale a 2.000 anni fa», ed ha descritto come la prevalenza delle devozioni familiari, come la recita del rosario, incoraggiano le nuove vocazioni.
Il vescovo ha poi aggiunto: «I giovani vengono coinvolti in attività sociali e religiose. Questo per loro è un’ispirazione; aiutare i poveri ed i bisognosi come sacerdoti o suore».
Monsignor Chirayath ha sottolineato che il crescente numero di candidati al sacerdozio ha portato allo sviluppo di un seminario minore: «Quando quattro anni fa sono diventato vescovo, non avevamo un seminario minore. Gli studenti si trovavano in quattro parrocchie diverse».
Un sito a Bararu, a 4 km dalla residenza vescovile, fu scelto per la costruzione di due dormitori - ciascuno dei quali può ospitare fino a 15 studenti - quattro aule scolastiche, una biblioteca e piccoli uffici per gli insegnanti.
Ma il seminario, dove attualmente vivono 25 seminaristi minori, è ancora incompleto perché necessita di altre strutture tra le quali una cappella ed una sala mensa.
Monsignor Chirayath ha detto: «Senza un seminario minore non possiamo avere altri sacerdoti. E’ un elemento essenziale nella formazione dei futuri sacerdoti».
Dopo aver terminato il liceo, i futuri sacerdoti entrano nel Seminario Minore Santa Maria per la formazione di tre anni. Segue poi un anno di intensa formazione spirituale in centri delle diocesi vicine prima di iniziare gli studi nel seminario maggiore.
I tre anni comprendono studi intensivi di hindi, inglese, e teologia di base, oltre a studi per ottenere le qualifiche necessarie per accedere all’università, in modo che essi possano studiare per una laurea in filosofia come parte della loro formazione.
Sottolineando l’importanza del seminario per le vocazioni, il vescovo ha detto: «E’ difficile avere vocazioni adulte come in occidente, poiché sono pochi quelli che ritorneranno al seminario dopo aver iniziato a lavorare».
Aiuto alla Chiesa che Soffre sosterrà questi futuri sacerdoti con più di 18.000 euro per la costruzione della cappella del seminario che potrà accogliere fino a 60 persone.
Attualmente la Messa e la Liturgia delle Ore secondo il rito siro-malabarese si tengono in un’aula scolastica.
Monsignor Chirayath ha detto: «In una cappella vera e propria, dove ci sono il Santissimo Sacramento, un crocifisso e così via, possiamo dare agli studenti un’adeguata formazione liturgica. Disporre di un appropriato luogo di preghiera è molto importante; è centrale per la formazione liturgica». 
 
(John Newton - ACS Regno Unito)
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